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L'inganno della Moda

February 2, 2020

Perchè seguire personaggi commerciali?

Fine della moda non è artistico ma : vendita. consumismo.

Mi piacerebbe che la moda cambiasse

ciò che conta è lo stile

 

Cos'è la Moda? Ve lo siete mai chiesti?

 

E come mai influenza tanto le nostre scelte in termini di acquisto?

 

Partiamo dalle definizioni.

 

In statistica si definisce moda il valore che compare più frequentemente.

 

Sbirciando qualche definizione da vocabolario si legge: <<Aspetto e comportamento di una comunità sociale secondo il gusto particolare del momento>>. Oppure dall’enciclopedia Treccani: <<Fenomeno sociale che consiste nell’ affermarsi, in un determinato momento storico e in una data area geografica e culturale, di modelli estetici e comportamentali (nel gusto, nello stile, nelle forme espressive), e nel loro diffondersi via via che a essi si conformano gruppi più o meno vasti, per i quali tali modelli costituiscono al tempo stesso elemento di coesione interna e di riconoscibilità rispetto ad altri gruppi>>.

 

Dunque modelli estetici e comportamentali che si impongono in un dato momento, in una data area. 'Si impongono', sembrerebbe in maniera impersonale e generica. Il verbo impersonale lascia intendere che la tendenza sorga in maniera inanimata e quasi spontanea.

In verità vi è una subdola e capillare imposizione delle cosiddette tendenze attraverso i più potenti mezzi di comunicazione, oggi fortemente supportati dai social network. Ma chi è a muovere le fila di tutto questo?

 

Nell'immaginario collettivo la moda viene ingenuamente concepita come uno strumento di bellezza e arte, gli stilisti più rinomati sono considerati alla stregua di artisti di successo, dei veri creativi. Molti infatti sono encomiati dell'appellativo di Art director. Direttore artistico dunque, Colui che gestisce l'espressione artistica, Ma l'Arte è disinteressata, libera, spontanea. Non segue regole, programmi e tendenze predefinite. L'arte è creatività, emozione, bellezza e soprattutto unicità. Mentre alla fine l'effetto che di fatto ottiene è massificazione e conformismo. La creatività inoltre non ha scadenze, segue un'ispirazione che può avvenire due volte in un un mese o una volta l'anno.

 

Facciamo un esempio per abbigliamento e accessori: il trend attuale è  l'animalier. Tutti gli stilisti in maniera indistinta propongono la tendenza nelle proprie collezioni..

 

Chi è a decidere questa tendenza già facilmente prevedibile alcune stagioni antecedenti dagli addetti ai lavori? Nella prevalenza dei casi non si tratta di uno stilista in particolare e nemmeno di un personaggio noto che lancia la moda. Non v'è spontaneità nel processo e tutto risulta attentamente studiato a tavolino.

 

A tal proposito è indispensabile proporre un'altra riflessione: se si sostituissero capi d'abbigliamento e gli accessori solo quando realmente usurati, gli acquisti avverrebbero con una frequenza decisamente inferiore con evidente impatto negativo sui fatturati delle aziende di moda. Per cui subentra l'escamotage della tendenza, del fashion. La moda ci convince in maniera subdola ma persuasiva che per essere al passo con i tempi, per essere piacenti e appetibili sia indispensabile rinnovarsi. E per questo si avvale dei potenti mezzi di informazione che utilizzano l'immagine di soggetti riconosciuti quali icone di stile In realtà tali personaggi e starlette altro non sono che mercenari del branding. Indossano un prodotto non già per preferenza ma per soldi. E quanto può essere credibile o autentico il consiglio di un soggetto che viene pagato per darlo?

Orde di adolescenti e ragazzi totalmente soggiogati dalle tendenze a dalla moda, fashion victim e orgogliosi di esserlo.

 

Con i social network si sta poi raggiungendo una deriva preoccupante. 

Personaggi commerciali, senza merito alcuno che vengono riconosciuti come icone di stile e assoldati da aziende affinché promuovano i propri prodotti, per il semplice fatto di avere un numero considerevole di follower. Non conta perchè il numero di followers sia elevato. basta che ci sia.

 

Ma qui non si vuole contestare le scelte aziendali che sono in buona parte condivisibili, in quanto per definizione l'azienda è un'organizzazione istituita con scopo di lucro. Ha come obiettivo prioritario il profitto. Dunque le strategie di vendita non sono in alcun modo criticabili finché restano nei limiti del legale.

 

Quello che discuto sono le scelte finali del consumatore che non riesce a leggere fra le righe le dinamiche succitate. Vi è una sorta di ricatto psicologico a cui sono sottoposti e trattasi delle fasce più 'deboli' di giovani e adolescenti, facilmente impressionabili in quanto a must e stile.

 

Mi piacerebbe che la moda fosse differente, che uno stilista proponesse collezioni solo quando realmente ispirato, che sia una volta l'anno o 5.

 

Mi piacerebbe che personaggi estremamente commerciali, dei veri e propri mercenari del business non fossero seguiti dalla massa.

 

Mi piacerebbe che la massa comprendesse perfettamente i meccanismi sottostanti un mondo che non si presenta quale e è, che con le sue dinamiche incita al consumismo più sfrenato con l'effetto finale di svuotare tasche e cervello, oltre che un notevole impatto ambientale.

 

Dunque il fine reale della moda non è quello artistico o creativo, ma molto più borghese e utilitaristico: vendere.

 

Sono poche le icone di stile meritevoli di tale ruolo. 

 

Artisti autentici, geni della musica o dello stile, grandi personalità hanno rivoluzionato la cultura e posto le basi per dei cambiamenti reali. 

 

Ci sono poi casi in cui personaggi noti che si tratti di attrici, cantanti o sportivi, lancino il più delle volte tendenze in maniera inconsapevole e non pilotata. Ma si tratta di casi per lo più rari in quanto i personaggi famosi sono di solito molto corteggiati dai potenti brand affinché propongano in maniera esplicita ma apparentemente non voluta i propri articoli.

 

La Moda nasce in un unico modo: attraverso i personaggi noti che hanno un considerevole seguito. Trattasi per lo più di artisti famosi, solitamente in forma planetaria, che siano attori, cantanti, stelle dello sport o recentemente i personaggi di instagram. Oppure possono essere personaggi politici con un particolare appeal, membri della famiglia reale ad esempio o personaggi televisivi particolarmente carismatici.

 

Comunque sia la notorietà è indispensabile per lanciare tendenze.

 

Facciamo un altro esempio riguardante un'altra recente tendenza: la collana di conchiglie della scorsa estate che impazzava ovunque. Un bel giorno la nota influencer Chiara Ferragni decide di indossarla pubblicando un post su Instagram. Da lì esplode la tendenza: tutte le starlette nostrane si piegano al must del momento. E man mano il pubblico di massa vi si uniforma

 

Ora le domande sono due: Chiara Ferragni ha deciso in maniera autonoma di indossare quella collana oppure qualche fornitore/produttore l'ha pagata?

 

Trattandosi di Chiara Ferragni, ovvero del personaggio commerciale per antonomasia, è risaputo che i suoi post pubblicati abbiano per lo più finalità pubblicitarie, per cui è assolutamente probabile che sia stata assoldata da qualche produttore o che le abbia inserite per venderle sul proprio e-store.

 

Perché se la Ferragni avesse scelto autonomamente di indossare le conchiglie al collo, non sarebbe dovuta esserci la diffusione tra tutte le starlette nostrane che in ogni post pubblicato su instagram non dimenticavano mai di indossare le amabili conchiglie, che si trattasse di collo, polso o caviglia.

 

Altro quesito: come mai se la Ferragni indossa un articolo la gente vi si uniforma? Come mai la Ferragni è ritenuta un'icona di stile o meglio che merito ha affinché venga ritenuta tale, a parte i 15 mln di follower. 

 

Ma la moda se indotta non è più tale, è snaturata nella sua funzione essenziale.

 

Tali personaggi noti hanno un impatto estremamente forte sulle persone, le donne in special modo che ne risultano fortemente influenzate negli acquisti. E' una sorta di lavaggio del cervello inconsapevole. Se non indossi il capo o l'accessorio di tendenza sei out! Se invece sei alla moda, segui le tendenze sei trendy, sei avanti, sei figo/a.

 

Ecco è proprio questo ragionamento che occorrerebbe invertire. Perchè una persona dovrebbe sentirsi più figa se si uniforma alla massa informe?

La tendenza è tale quando nasce in maniera autonoma, spontanea, naturale. Un personaggio di grande spessore artistica come Madonna, o un'icona di stile come Kate Moss è assolutamente più probabile che indossino una capo non perché ingaggiate da un marchio, ma semplicemente perchè rientra nei propri gusti.

 

 

La moda non deve seguire necessariamente stagioni predefinite.

 

 

L'immaginario collettivo subito corre agli eventi patinati, al glamour, le sfilate, i grandi nomi. Ma è raro che una persona non addetta ai lavori sappia dare una definizione netta e chiara di cosa sia precisamente la moda. A cosa serva e che ruolo sociale effettivamente svolge.

 

La moda può seguirsi in maniera consapevole e deliberata, nel senso che si decide di adottare una determinato stile per il solo fatto che genericamente 'si porta'. Oppure ci si uniforma in maniera inconsapevole e passiva, dato che determinate tendenze sono di fatto imposte in quanto all'interno dei negozi sono proposti in maniera nettamente prevalente i capi o gli accessori alla moda

 

 

 

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